Venerdì 03 Luglio 2009 19:01 | Author: Egle Radogna |
Ciao, sulle motivazioni dell'Assemblea, sul contenuto dei discorsi e il calibro delle azioni svoltesi nel periodo di Ottobre posso esprimermi poco poichè ero presa da personali impegni universitari. Con mia grande amarezza, non ho potuto vivere da principio e direttamente il movimento dell’Onda. All’epoca non avevo preso parte al gruppo del Corridoio Liberato, sebbene seguissi con molta enfasi, preoccupazione e concentrazione le fasi più critiche del processo di riforma col ddl 180 e condividessi in pieno lo stato d’agitazione che si stava propagando con sincero fervore. Esistono tanti modi per essere toccati dalla realtà stridente in cui siamo sempre più immersi fino al collo e quindi altrettanti per prendere coscienza di un problema. Il metodo più efficace è sicuramente il confronto di idee ed il dibattito, ma per far questo bisogna prima “trovarsi” e, per la mia esperienza personale, il sito del Corridoio è stata per me la freccia verso cui dirigere il mio bisogno crescente di partecipazione e discussione. fino a raggiungere chi in carne ed ossa ha sostenuto l’attività del giornale. L'uso del mezzo informatico come strumento di divulgazione ritengo abbia un valore determinante, per raggiungere chiunque, consapevolmente o meno, in ogni momento, a distanza e con la possibilità di criticare ed informare quasi in contemporanea su i fatti. Ed è così che ho conosciuto il sito del Corridoio: cercando in rete, ai primi di Ottobre, notizie sull'articolo della deputata Valentina Aprea - contenuto nel ddl 180 - che riguardava il passaggio per un buon 50% all'uso prettamente informatico dei libri di testo e trovai l'articolo del Prof.Cervini in proposito, pubblicato sul sito del C.L. Da allora cominciai a leggere sempre il Corridoio e a desiderare di conoscere e partecipare attivamente con chi lo creava. Inoltre, l'argomento di quell'articolo rimane fondamentale, a maggior ragione per il fatto che, se chiedete in giro, tutt’oggi pochi sanno chi è l'Aprea e quale fosse il disegno di legge che supportava. Il taglio dei nostri articoli mette in luce che ci siamo interessati di un'informazione assai eterogenea che cerca di attuare un'opera di compenetrazione dei problemi universitari che ci riguardano più da vicino, analizzando le ripercussioni che ci vengono dalla politica, dalle scelte governative, o semplicemente riflettendo su temi sociali che fuoriescono dai cancelli di Lettere e per cui, come la stragrande maggioranza della gente che si informa ( purtroppo poca in Italia) leggiamo giornali, ascoltiamo la radio, ci facciamo toccare da libri, saggi, vediamo le poche trasmissioni d'inchiesta e abbiamo ancora voglia di usare la testa per il confronto. La tua critica è costruttiva, perchè vitale alla dialettica, ed è su questa strada che dobbiamo avviarci e compartecipare, dando anche una lezione, nel nostro piccolo, all’immobilismo politico che, specie nelle alte sfere, ci circonda. Sarebbe bello dare il segnale esattamente opposto: essere una finestra di dialogo e informazioni con chi vuole condividere e scambiare pareri in nome della collaborazione. Egle Radogna (redazione)